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Design Thinking, per le organizzazioni è un aiuto a gestire la complessità

Il Design Thinking non è un semplice metodo creativo, ma uno strumento efficace nell’affrontare la complessità per i singoli individui, i team, le organizzazioni nel loro complesso.
Per gli individui, l’utilizzo del Design Thinking permette di costruire senso e coinvolgere meglio le persone. Per i team, le pratiche di Design Thinking aiutano ad affrontare con maggiore efficacia le sfide, scomponendo la complessità in passaggi gestibili e rafforzando l’azione collettiva attraverso risultati tangibili.

Mentre le organizzazioni che integrano efficacemente il Design Thinking sperimentano più innovazione, collaborazione e agilità nel rispondere ai cambiamenti del mercato.
Sono alcune evidenze della ricerca dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano.

È necessario fornire risultati tangibili

Ma per supportare l’adozione del Design come leva strategica, superando lo scetticismo, bisogna fornire risultati tangibili sull’efficacia del modello, coinvolgere la leadership in progetti design-driven e garantire una formazione continua adeguata.

Quando si presenta un’opportunità, ottenere il consenso e il sostegno delle persone è fondamentale per aumentare la probabilità di un’implementazione di successo. Il linguaggio utilizzato nella narrazione crea risonanza con il pubblico, cioè un’interpretazione in cui le informazioni trasmesse dalle cornici linguistiche si allineano con credenze, aspettative, comprensioni e valori del pubblico.

“La prima difficoltà che una persona affronta in contesti complessi è dare un senso alle cose – sottolinea Stefano Magistretti, Direttore dell’Osservatorio -. Il design permette di ‘spacchettare’ e ‘fare framing’ dei problemi definendo i perimetri e indirizzando le azioni”.

Uno strumento di leadership

“Le sfide in un contesto molto dinamico sono articolate, coinvolgono stakeholder con priorità differenti e non sempre hanno una soluzione univoca – aggiunge Paola Bellis, Direttrice dell’Osservatorio -. Diventa quindi difficile per le persone muoversi. Attraverso la dinamica delle small win, abbiamo visto come le pratiche incrementali possano aiutare le persone ad approcciare problemi complessi a piccoli passi, riuscendo ad avere risultati complessi pur restando flessibili”.

Per esplorare come i leader possano gestire i problemi complessi sfruttando le pratiche di design, e ottenere quindi piccoli successi che contribuiscono all’innovazione, l’Osservatorio ha organizzato un laboratorio ‘sul campo’ per comprendere come affrontare la sfida della scarsità d’acqua sfruttando gli strumenti di GenAI e successivamente intuito e capacità dei partecipanti attingendo all’intelligenza collettiva.

Integrare GenAI e intelligenza umana

Lo studio ha rivelato come le pratiche divergano tra l’uso della GenAI o esclusivamente con l’intelligenza umana.
La collaborazione guidata dalla GenAI ha portato velocità, struttura e tante idee, spesso a scapito di un coinvolgimento critico, poiché i partecipanti dipendevano dalla tecnologia per il ragionamento individuale.

Al contrario, le interazioni esclusivamente umane hanno favorito un dialogo più ricco e una comprensione personale, sebbene le interazioni erano ricche di critiche reciproche e le idee più personali.
Ciò suggerisce che a seconda della natura della sfida e del valore strategico di ogni fase decisionale, le organizzazioni possono decidere quando sfruttare il supporto tecnologico e quando affidarsi alla collaborazione umana.

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Economia

Smart Factory: il futuro del manifatturiero è intelligente

L’Intelligenza artificiale si sta affermando come uno dei principali abilitatori della trasformazione digitale nei processi produttivi. Oggi ci troviamo di fronte a una nuova evoluzione del comparto manifatturiero, che si muove verso l’ideale di ‘fabbrica Intelligente’ supportata da sistemi decisionali data-driven.
Nel passaggio da Industria 4.0 a Industria 5.0, l’AI prescrittiva si configura come una tecnologia abilitante ad alto impatto, capace non solo di prevedere scenari futuri, come già avviene con la AI predittiva, ma anche consigliare decisioni basate su simulazioni dinamiche, vincoli operativi e obiettivi strategici.

Tra le applicazioni predittive più diffuse emergono i progetti di Data Exploration, Prediction & Optimization Systems, come i sistemi di previsione della domanda, ottimizzazione dei flussi di trasporto o piani di produzione.
È in questo contesto che si colloca la collaborazione tra l’Università del Salento e il Gruppo Altea Federation.

Un aiuto a rispondere alla domanda “Cosa dovremmo fare?”

Altea UP e Alterna sono due realtà in prima linea nella ricerca e sviluppo di soluzioni intelligenti per la fabbrica data-driven.
Pmi o grandi aziende sono accomunate da un percorso di sperimentazione e trasformazione digitale che non sempre ha una chiara roadmap.

La ricetta per diventare smart factory è necessariamente unica e distintiva, calibrata sulle peculiarità di ciascun modello di business, e necessita di un sapere ‘sartoriale’ per cogliere gli insight a maggior valore, e apportare un significativo miglioramento delle performance.

Verso una trasformazione AI-driven

I modelli prescrittivi elaborati e allenati con la collaborazione dell’Università del Salento applicano il Machine Learning all’analisi dei processi produttivi e logistici di fabbrica.
I progetti di implementazione realizzati dal Gruppo Altea in ambito Manufacturing offrono alcuni dati rappresentativi che forniscono il sentiment di una trasformazione AI-driven.

Tra questi, il 98% di OTD (On-Time Delivery), indice di puntualità nella consegna della commessa e quindi dell’efficienza operativa, il +5% di aumento della produzione, e investimenti che si ripagano annualmente.
Questo, grazie alla continua ottimizzazione operativa valutata sia in base alla riduzione costi/ore uomo su task operativi sia in riferimento all’aumento della capacità produttiva (fino a 700 h/anno di throughput).

Da un approccio predittivo a uno realmente proattivo e adattivo

In un contesto di innovazione guidata dai dati, l’esperienza maturata da Altea UP e Alterna, insieme al contributo accademico dell’Università del Salento, testimonia come sia possibile passare da un approccio predittivo a uno realmente proattivo e adattivo applicando l’AI prescrittiva per l’ottimizzazione dei processi di fabbrica.

Pensando al futuro, quindi, sarà sempre più importante fare tesoro delle tecnologie ICT ormai mature per migliorare la comunicazione tra le persone, abilitando una condivisione trasparente e in tempo reale di dati governati, aggiornati e fruibili.

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Varie attualità

Lifelong learning: in un mondo che cambia la formazione continua è fondamentale 

Come attesta la ricerca del Global Talent Barometer 2024, la maggior parte delle persone (85%) è convinta di possedere le skills adatte per svolgere il proprio lavoro. Tuttavia, il World Economic Forum stima che il 60% delle persone necessiti di una formazione aggiuntiva. E solamente il 42% riceva, in realtà, il giusto aiuto per crescere.
In un mondo in cui non esistono competenze definitive, il lifelong learning è diventato essenziale. Si tratta di un approccio educativo che riconosce l’importanza della formazione continua e dell’acquisizione di nuove competenze e conoscenze per tutta la durata della vita lavorativa e personale.

Non si tratta solo di aggiornare le proprie abilità tecniche, ma di sviluppare anche quelle trasversali, come le soft skills, sempre più apprezzate dalle aziende.

Come mantenere un vantaggio competitivo?

Il rapido avanzamento tecnologico e la globalizzazione richiedono un apprendimento continuo per mantenere un vantaggio competitivo. Quest’evoluzione della formazione si basa sull’aggiornamento delle competenze tecniche (hard skills) e lo sviluppo di quelle trasversali (soft skills). Le prime possono includere l’apprendimento di nuovi software, linguaggi di programmazione o processi tecnologici, indispensabili per adattarsi alle innovazioni del settore.

Anche le soft skills giocano un ruolo cruciale. Competenze come problem-solving, comunicazione efficace, capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti sono indispensabili in un contesto lavorativo che non si ferma mai. Queste abilità permettono a professioniste e professionisti di rispondere con efficacia a situazioni impreviste, lavorare bene in team e gestire lo stress legato a cambiamenti rapidi e nuove responsabilità.

Upskilling o reskilling?

L’upskilling e il reskilling sono due strategie di formazione continua strettamente collegate al concetto di lifelong learning, ma con obiettivi e modalità specifiche.
In particolare, l’upskilling è il potenziamento delle competenze già possedute, per renderle più pertinenti nel contesto attuale. In pratica, l’upskilling rende chi lavora migliore nel suo ruolo attuale, integrando nuove abilità.

Il reskilling, invece, è il processo di apprendimento di competenze completamente nuove per consentire a chi lavora di svolgere un ruolo diverso rispetto a quello attuale. Questa strategia è particolarmente utile nei casi in cui alcune professioni siano destinate a cambiare o a scomparire a causa di innovazioni tecnologiche.

Una strategia vincente per lavoratori e aziende

Investire nell’apprendimento continuo è una strategia vincente per l’individuo e le aziende. A livello personale, consente di ampliare e aggiornare costantemente le proprie competenze, permettendo di adattarsi con maggiore facilità ai cambiamenti del mercato e alle nuove tecnologie. Questo tipo di investimento rappresenta una risorsa fondamentale per affrontare i ruoli lavorativi più complessi.

Dal punto di vista aziendale, il lifelong learning apporta vantaggi in termini di produttività e competitività. Un personale costantemente aggiornato è in grado di ottimizzare i processi, proporre soluzioni innovative e migliorare l’efficacia operativa.
Inoltre, una cultura orientata alla crescita professionale aiuta a mantenere elevata la motivazione, riducendo il turnover e i costi associati alla sostituzione del personale. 

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Economia

Biotech italiano: spazio a nuove professioni fra innovazione e competenze 

Nel corso del prossimo decennio, il settore biotech italiano sarà protagonista di una grande crescita occupazionale. È quanto emerge da un recente studio predittivo condotto da EY e Assobiotec – Federchimica, presentato a Napoli durante l’evento “Biotech Future: Competenze e opportunità nel settore”.

Lo studio ha analizzato 122 profili professionali utilizzando un modello predittivo basato su intelligenza artificiale, con l’obiettivo di comprendere l’evoluzione della domanda di lavoro nel comparto biotech.

Domanda in aumento per il 61% delle figure specializzate

Secondo i dati emersi, si prevede un aumento della richiesta di lavoro per circa il 61% delle professioni legate al biotech, mentre solo il 22% registrerà una diminuzione e il 17% resterà stabile.

La crescita riguarderà soprattutto i ruoli ad alta specializzazione, tra cui data analyst, software engineer ed esperti in cybersecurity e intelligenza artificiale, figure sempre più strategiche per un settore basato su innovazione e ricerca.

Il biotech è un’opportunità concreta per i giovani

Come sottolineato da Carlo Chiattelli, Partner di EY Italia, il biotech rappresenta un ambito di sviluppo chiave per il sistema Paese, capace di offrire reali prospettive occupazionali ai giovani formati in ambito tecnico-scientifico, universitario o ITS.

L’attrattività del settore, infatti, è destinata ad aumentare, così come la competizione tra imprese per accaparrarsi i talenti migliori.

Automazione e AI: meno ruoli a bassa qualifica

La trasformazione digitale e l’impiego crescente di tecnologie automatizzate porteranno anche a una diminuzione delle mansioni a bassa qualifica, soprattutto nei settori biomedico, agroalimentare e ambientale.

Questo scenario, tuttavia, apre importanti spazi per figure tech-savvy con competenze multidisciplinari, capaci di accompagnare la transizione digitale del comparto.

Skills e mismatch formativo

Lo studio evidenzia anche un cambiamento profondo degli skillset richiesti: oltre alle competenze digitali, acquisiscono rilevanza anche pensiero critico, capacità comunicative, competenze manageriali e green skills.

Tuttavia il disallineamento tra formazione e domanda di lavoro resta un tema critico. Si prevede infatti che, entro il 2035, tutte le principali filiere formative registreranno un aumento del mismatch tra le competenze possedute dai laureati e quelle effettivamente richieste dalle aziende.

Collaborazione tra formazione e impresa: la chiave per il futuro

Per affrontare e superare questo passaggio, è essenziale un dialogo costante tra imprese, Università e ITS, come sottolineato da Federico Viganò (Assobiotec).

Solo così sarà possibile costruire percorsi formativi capaci di rispondere realmente ai bisogni del mercato e favorire l’upskilling e il reskilling della forza lavoro, per rendere il biotech un motore sostenibile di crescita economica e occupazionale.

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Varie attualità

Bollette: arriva il bonus da 200 euro. A chi spetta e come ottenerlo?

Lo ha deciso il Governo con l’ultimo decreto Bollette: dal 1 aprile 2025 arriva un nuovo aiuto alle famiglie italiane per far fronte al caro energia. Scatta infatti l’erogazione del contributo straordinario di 200 euro.
Ma come funziona il bonus? A chi spetta? E come richiederlo?

Anzitutto, a beneficiare dell’agevolazione saranno tutti coloro che hanno un Isee (Indicatore della situazione economica e sociale) inferiore a 25 mila euro, ma verrà erogato con tempistiche diverse a seconda delle soglie di reddito.
Per i cittadini o i nuclei famigliari con reddito inferiore a 9.530 euro, o 20.000 euro per le famiglie con 4 figli a carico, il beneficio si sommerà al già esistente bonus sociale.

Il nuovo bonus si somma a quello “sociale”

In pratica, il nuovo bonus bollette è destinato a coloro che già percepivano il bonus sociale, ma con una estensione della platea che già percepisce appunto l’agevolazione per la fornitura elettrica, la fornitura gas e la fornitura idrica.

In dettaglio, il bonus sociale è la misura di sostegno rivolta a chi versa in condizioni di disagio economico, o disagio fisico se nella casa di abitazione vive una persona gravemente malata che necessita di apparecchiature elettromedicali. In questo caso, il bonus bollette verrà erogato immediatamente.

I tempi di accesso

Per chi invece non ha accesso al bonus sociale, i tempi saranno un po’ più dilatati, poiché si dovrà attendere che siano fissate le modalità di erogazione con una delibera dell’Autorità per l’Energia, le reti e l’ambiente (Arera). Una delibera attesa nei prossimi giorni, dato che il Collegio si riunisce settimanalmente.
In generale, il meccanismo di erogazione potrebbe essere lo stesso in vigore per i destinatari del bonus sociale.

Gli interessati devono quindi presentare la domanda fornendo la documentazione che attesti un valore dell’Isee inferiore a 25 mila euro, e si attendono le verifiche necessarie.
Se i requisiti previsti dal decreto sono rispettati, allora l’Inps invierà una segnalazione al Sistema informativo integrato (una sorta di ‘anagrafica’ delle bollette di tutta Italia) che sarà poi trasmessa ai fornitori di energia.
A loro volta, i fornitori di energia opereranno direttamente sulla bolletta del singolo o del nucleo familiare.

Come viene erogato

L’Autorità per l’Energia ha chiarito che per le famiglie che già percepiscono lo sconto in bolletta l’erogazione del nuovo assegno, che si aggiunge al beneficio esistente, avverrà rapidamente, mentre per tutti gli altri scatterà non appena i potenziali beneficiari avranno presentato l’Isee e saranno state effettuate tutte le verifiche sul possesso dei requisiti.

Il contributo straordinario sarà erogato per un trimestre (dal 1° aprile al 31 luglio), in rate giornaliere di 1,64 euro al giorno, che verranno sommati agli importi già ricevuti con il bonus sociale elettrico e, differenziati a seconda della numerosità del nucleo familiare.

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Statistiche

Imprese straniere: in 10 anni sono 140mila in più

Oltre un terzo delle imprese straniere presenti in Italia ha superato il traguardo dei 10 anni di attività.
Alla fine del 2024 le imprese governate da imprenditori stranieri sono circa 670mila, 140mila in più rispetto alla fine del 2014. Pari a un aumento percentuale superiore al 27% nel decennio.

Di contro, alla forte dinamica di queste realtà, nel periodo considerato ha fatto eco una riduzione del 5,6% delle imprese autoctone, passate da 5,5 milioni del 2014 a 5,2 milioni attuali.
A rivelarlo sono i dati Unioncamere-InfoCamere aggiornati al 31 dicembre 2024, elaborati sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio. 

Dal commercio all’artigianato: i settori della resilienza

In un’Italia che negli ultimi dieci anni ha visto contrarsi il proprio tessuto imprenditoriale, le imprese a guida straniera vanno contro corrente e rafforzano le proprie radici. 
Il commercio si conferma il settore prediletto, con 92.604 imprese straniere ultradecennali (37,5% del totale). Seguono le costruzioni, con 54.240 imprese (22%), mentre ristorazione e alloggio rappresentano l’8,3% del totale, con 20.393 attività. 

Significativa anche la presenza nel manifatturiero (17.086 imprese) e nei servizi alle imprese (11.673). ed è particolarmente rilevante il contributo all’artigianato italiano. Quasi il 30% delle imprese straniere di lunga data opera in questo comparto, evidenziando un forte radicamento nelle tradizioni produttive locali.

Una storia di integrazione economica

I numeri raccontano una storia di integrazione economica di successo, con oltre 246mila imprese straniere che hanno dimostrato capacità di inserirsi nei territori, costruendo rapporti duraturi con le comunità locali, accreditandosi sul mercato, e delineando una presenza distribuita che abbraccia Nord, Centro e Sud del Paese.

La Lombardia guida la classifica delle regioni, con 44.069 imprese straniere di lungo corso (17,9%), seguita da Lazio (27.834) e Toscana (23.102).
Completano la top 5 Campania (21.097) ed Emilia-Romagna (20.523), 

Da dove vengono gli imprenditori che scelgono l’Italia

Un dato che colpisce è la significativa presenza femminile. Oltre 54.500 imprese straniere longeve sono guidate da donne (22,1%), confermando il ruolo cruciale dell’imprenditoria femminile straniera nell’economia italiana.
Considerando le sole imprese individuali ultradecennali, l’analisi delle origini del titolare rivela una geografia variegata: Marocco (15,6%), Romania (10,5%) e Cina (9,3%) guidano la classifica dei Paesi di provenienza, seguiti da Albania (7,1%), Bangladesh (5,7%), Svizzera (5,2%) e Senegal (4,8%).

Questi dati evidenziano come le imprese straniere non rappresentino più un fenomeno transitorio, ma un elemento strutturale e dinamico della nostra economia. La capacità di consolidarsi e prosperare anche in periodi di contrazione generale dimostra un contributo fondamentale alla diversificazione e alla resilienza del sistema imprenditoriale italiano.

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Varie attualità

Mercato immobiliare e dati notarili: nel II trimestre 2024 aumenta del 4,2%

Secondo i dati Istat relativi alle convenzioni notarili di compravendita, rispetto al II trimestre del 2023, nello stesso periodo del 2024 il mercato immobiliare italiano registra un aumento del 4,2%.
Più in dettaglio, il settore economico cresce in tutte le aree geografiche del Paese, mentre il comparto abitativo (+3,9%) registra variazioni positive nel Nord-Ovest, Nord-Est e Sud e negative al Centro e nelle Isole.

Quanto alle convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare, a livello nazionale sono 85.285, con un andamento differenziato sul territorio, stabile al Centro e in aumento in tutte le altre aree.

Da aprile a giugno 2024 stipulati 245.565 atti traslativi

Nel II trimestre 2024 sono 245.565 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. La variazione percentuale calcolata sul dato destagionalizzato è di +0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la variazione su base annua calcolata sul dato grezzo è di +4,2%.

Nel confronto congiunturale le compravendite del comparto abitativo sono in aumento nel Nord-Est (+2,6%) e nel Nord-Ovest (+1,7%), mentre diminuiscono nelle Isole (-3,3%), nel Centro (-1,7%) e al Sud (-0,9%). Le compravendite di immobili a uso economico sono in diminuzione nel Nord-Est (-2,6%), nelle Isole (-2,2%), nel Nord-Ovest (-2,1%) e nel Centro (-1,6%), mentre sono in aumento al Sud (+1,8%).

Compravendite in crescita nei grandi e nei piccoli centri

Il 93,7% delle convenzioni stipulate riguarda i trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (230.180), il 5,9% quelli a uso economico (14.433) e lo 0,4% quelli a uso speciale e multiproprietà (952).
Rispetto al II trimestre 2023, le transazioni immobiliari aumentano del 3,9% nel comparto abitativo e del 7,9% nell’economico.

A livello territoriale, il settore abitativo su base annua segna variazioni percentuali positive nel Nord-Ovest (+13,7%), nel Nord-Est (+1,0%) e al Sud (+0,9%), mentre diminuisce nel Centro (-3,5%) e nelle Isole (–0,7%). Il settore economico è in crescita in tutte le aree geografiche del Paese: Nord-Ovest (+12,2%), Isole (+8,9%), Nord-Est (+8,7%), Centro (+6,2%) e Sud (+1,7%).
Le compravendite crescono nei grandi e nei piccoli centri, sia nel settore abitativo (rispettivamente, +8,0% e +0,9%) sia nel comparto economico (rispettivamente, +8,4% e +7,6%).

Mutui: +21,0% nel Nord-Ovest

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono 85.285. La variazione percentuale calcolata sul dato destagionalizzato è +5,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la variazione su base annua calcolata sul dato grezzo è pari a +8,6%.

Su base congiunturale, l’aumento interessa tutto il territorio nazionale (Nord-Ovest +8,8%, Sud +5,5%, Nord-Est +5,1%, Centro +2,4% e Isole +2,1%).
Su base annua, a eccezione del Centro Italia, che rimane sostanzialmente stabile (-0,3%), i mutui registrano un aumento nel Nord-Ovest (+21,0%), nel Nord-Est (+5,2%), nelle Isole (+3,7%), e al Sud (+3,4%), e sia nei grandi sia nei piccoli centri, rispettivamente, del +14,2% e +4,5%.

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Online

Fake news: i giovanissimi non hanno gli strumenti per riconoscerle 

La notizia è vera o falsa? Le generazioni più giovani non sono in grado di verificarne l’attendibilità. I ragazzi trascorrono sempre più tempo online e utilizzano i social come principale fonte di informazione. Questo li espone a un rischio crescente di entrare in contatto con notizie non verificate.

Secondo lo studio “Alfabetizzazione digitale & Fake News”, condotto da Ipsos, Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e Parole O_Stili con il supporto di Fondazione Cariplo, il 31% dei giovani mette like a una notizia senza verificarne l’attendibilità, mentre il 51% utilizza i social network per informarsi su temi di loro interesse.

Un fenomeno che riguarda tutti 

L’indagine ha coinvolto oltre 4.800 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e ha esaminato diversi aspetti del rapporto tra giovani e informazione digitale. Oltre a indagare la diffusione delle fake news tra gli adolescenti, la ricerca ha analizzato anche i social più utilizzati, le competenze digitali percepite come essenziali e il ruolo dei genitori nella mediazione e nel supporto nella gestione della vita online.

Elena Marta, docente di Psicologia Sociale e di Comunità all’Università Cattolica e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, ha evidenziato il valore innovativo della ricerca. “Non ci siamo limitati a indagare la percezione delle competenze digitali dei ragazzi, ma abbiamo anche proposto loro contenuti etichettati come fake news per osservare in tempo reale le loro reazioni e comportamenti” ha dichiarato.

Serve una maggiore consapevolezza 

I risultati dello studio, presentati durante il Festival della Comunicazione Non Ostile a Trieste, hanno offerto una fotografia dettagliata del rapporto tra giovani e tecnologia, evidenziando le difficoltà che emergono nel contesto digitale. Uno degli aspetti più critici riguarda la scarsa consapevolezza degli adulti riguardo all’impatto della Rete sulla vita dei più giovani.

Rosy Russo, presidente e fondatrice di Parole O_Stili, ha sottolineato come spesso i ragazzi si trovino soli ad affrontare il problema delle fake news e altri rischi digitali. “Molti adulti continuano a percepire Internet come un mondo separato dalla realtà quotidiana, ignorando il fatto che il virtuale è reale. Solo un genitore su tre affronta il tema di Internet in famiglia, lasciando i ragazzi senza punti di riferimento in un ambiente che, al contrario, richiederebbe una guida responsabile e consapevole”, ha concluso.

Responsabilità digitale 

I dati emersi suggeriscono che è fondamentale educare i giovani a riconoscere e contrastare la disinformazione, ma anche coinvolgere gli adulti affinché diventino parte attiva nella formazione di una cultura digitale consapevole e responsabile.

La collaborazione tra scuole, istituzioni e famiglie può essere la chiave per un uso più consapevole della tecnologia da parte delle nuove generazioni.

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Economia

Mutui: crescono importo medio e domande di finanziamento

Rispetto a un anno fa il mercato dei mutui immobiliari sembra in ripresa. Sono aumentati sia l’importo medio richiesto sia il numero delle domande di finanziamento, ma anche il valore dell’immobile oggetto del  mutuo e l’età dei richiedenti.

Negli ultimi anni Il mercato dei mutui immobiliari ha sofferto un calo nelle richieste dovuto al rialzo dei tassi di interesse, ma a partire dalla seconda metà del 2024, in conseguenza alla politica monetaria della Banca Centrale Europea, i finanziamenti per l’acquisto delle abitazioni sono tornati a crescere.

Surroghe, le richieste raggiungono il 29% nel 2024

A quanto emerge dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it, il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo nel 2024 è salito a 209.160 euro, il 5% in più in un anno.
In lievissimo incremento anche l’età degli aspiranti mutuatari, arrivata a quasi 40 anni e mezzo.

Si tratta di un dato che va letto anche alla luce dell’incremento del peso percentuale delle richieste di surroga, passate dal 21% del 2023 al 29% del 2024. Un valore, questo, spinto in alto dal calo dei tassi applicati ai mutui.

Prima casa: TAN a 2,45%

Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che anche in questo caso aumentano sia l’importo medio richiesto, pari a 139.236 euro (+5%) sia il valore medio dell’immobile, che ha raggiunto 191.677 euro (+3%). Rimangono sostanzialmente stabili, invece, l’età media dei richiedenti (37 anni e mezzo) e la durata del piano di ammortamento (26 anni).
E sebbene il tasso fisso sia ancora il più conveniente, il divario con quello variabile si è ridotto.

Secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it oggi per un mutuo medio da 126.000 euro da restituire in 25 anni, a copertura del 70% del valore dell’immobile, le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,45%, con rata di 562 euro.

Mutui green, rate da 559 euro

Tariffe leggermente migliori per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,40% e una rata di 559 euro. Per la surroga, invece, il miglior TAN disponibile online è pari al 2,57% (rata di 570 euro).
Per quanto riguarda i tassi variabili, grazie ai tagli della Banca Centrale Europea, oggi questi risultano più convenienti rispetto anche solo a sei mesi fa. Le migliori offerte online, per un mutuo medio, partono da un tasso (TAN) del 3,50%, con una rata di 631 euro. Per gli immobili di classe A o B i valori partono da 3,33%, con una rata pari a 612 euro.

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Statistiche

Tecnologia,  qual è l’evoluzione dei prezzi in Italia? 

A gennaio 2025 c’è stato un deciso incremento dei Prezzi Tecnologici (IPT), come evidenzia l’indice elaborato da QBerg sulla base delle rilevazioni mensili nei punti vendita italiani. L’indice complessivo cresce di 2,49 punti su base mensile, raggiungendo quota 111,68, avvicinandosi così ai livelli pre-Black Friday. Tuttavia, il confronto su base annua mostra una contrazione di 1,93 punti rispetto a gennaio 2024, segnando la tredicesima riduzione consecutiva, sebbene sia la più contenuta dell’ultimo anno. Mentre la Digital Technology segna buoni aumenti, il settore Food & Home Technology vede variazioni più contenute e selettive.

Digital Technology: inversione di tendenza

Dopo le riduzioni di novembre e dicembre dovute alle promozioni stagionali, a gennaio i prezzi della Digital Technology tornano a salire. L’eccezione riguarda telefoni cellulari, cordless e monitor, che non mostrano aumenti degni di nota. I dispositivi di fascia alta, come desktop, notebook, tablet e TV flat, registrano incrementi contenuti tra uno e tre punti su base mensile, ma rimangono inferiori ai prezzi di un anno fa, con cali compresi tra due e sette punti IPT. La fascia media, tra duecento e cinquecento euro, mostra una crescita più marcata, con prodotti legati all’intrattenimento come videocamere, home cinema, smartwatch e console per videogiochi che registrano aumenti più consistenti rispetto a dicembre. Le fotocamere digitali segnano un rialzo moderato mese su mese, ma una forte contrazione rispetto all’anno precedente. Le console da gioco toccano un nuovo massimo storico, mentre le videocamere evidenziano un incremento significativo rispetto al 2024.

I prodotti di fascia economica, con un prezzo inferiore ai duecento euro, segnano buoni rialzi. Gli assistenti vocali raggiungono il loro massimo storico dopo i consueti cali di dicembre. Anche gli sport watch registrano un incremento sia su base mensile sia annuale, mentre i telefoni VOIP, dopo le riduzioni natalizie, segnano un aumento consistente a gennaio pur restando sotto i livelli del 2024. I sistemi Hi-Fi, le stampanti multifunzione e i lettori DVD aumentano leggermente di prezzo, mentre i diffusori audio rimangono quasi invariati rispetto a dicembre, pur segnando una crescita rispetto all’anno precedente.

Wellness Technology: piacciono i prodotti per la cura della persona

Il settore della Wellness Technology è in deciso rialzo, specialmente nella Personal Wellness. I prodotti per capelli, dopo aver raggiunto prezzi record a dicembre, calano leggermente a gennaio, ma rimangono nettamente superiori rispetto al 2024. I rasoi per uomo e donna raggiungono nuovi massimi storici, con incrementi importanti rispetto al mese precedente. I dispositivi per l’ambiente, il grooming e gli smartwatch dedicati alla salute e al fitness registrano una crescita costante.

Nel settore della Home Wellness, il riscaldamento registra un notevole aumento su base annua, mentre il condizionamento d’aria registra una contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Food & Home Technology a due velocità

A gennaio, oltre due terzi dei segmenti registrano aumenti rispetto a dicembre, ma solo tre mostrano rialzi rispetto al 2024. Il settore sembra riallinearsi ai livelli pre-Black Friday. I prodotti con prezzi inferiori ai cinquecento euro registrano aumenti moderati, con le macchine da caffè in forte crescita. Tuttavia, su base annua, la maggior parte dei segmenti mostra una contrazione, ad eccezione dei congelatori e dei cappuccinatori. Gli aspirapolvere rappresentano una rara eccezione, con un incremento sia rispetto a dicembre che all’anno precedente.

I prodotti con un prezzo superiore ai cinquecento euro mostrano invece andamenti contrastanti. Forni e lavastoviglie da incasso segnano lievi aumenti, mentre la maggior parte degli altri segmenti evidenzia cali rispetto a dicembre. Cucine e frigoriferi da incasso subiscono riduzioni contenute, mentre frigoriferi, asciugatrici e lavatrici, sia da incasso sia a libera installazione, mostrano cali più marcati. Alcuni prodotti da incasso mantengono prezzi stabili o in leggera crescita rispetto all’anno precedente, mentre quelli a libera installazione tendono a diminuire.

Conclusioni

I prezzi nei negozi italiani sembrano essersi stabilizzati ai livelli pre-Black Friday. I retailer adottano strategie specifiche per ottimizzare i margini, mantenendo più stabili i prezzi dei prodotti sopra i cinquecento euro per incentivare il ricambio tecnologico, mentre aumentano di più quelli sotto tale soglia, in particolare nella fascia fino a duecento euro, che ha registrato il maggior numero di nuovi massimi storici.

Le principali dinamiche di mercato del 2025 saranno influenzate da diversi fattori esterni. Il bonus elettrodomestici potrebbe portare a circa cinquecentomila sostituzioni, mentre le innovazioni nel settore industriale, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale in smartphone, computer e dispositivi smart home, potrebbero spingere la domanda.