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I complimenti? Una “medicina” per l’umore e la salute mentale

Un complimento al giorno leva il medico di torno? Forse sì, un po’ come la mela decantata da tanti proverbi. Anche se potrebbe sembrare una piccola cosa, secondo la scienza un complimento ha un potere dirompente: migliora l’umore, rafforza i legami sociali e persino la salute mentale.

Eppure, oggi i complimenti sembrano meno presenti rispetto al passato, come se la spontaneità di dire qualcosa di gentile si fosse persa nella frenesia della vita digitale.

Lo studio che svela il potere delle parole positive

Una recente ricerca condotta alla Cornell University e pubblicata sul Personality and Social Psychology Bulletin ha messo in luce un aspetto davvero curioso: chi riceve un complimento si sente molto meglio di quanto immaginino coloro che lo fanno.

In uno degli esperimenti, è stato chiesto a un gruppo di studenti di rivolgere un complimento a un estraneo incontrato nel campus. I risultati hanno mostrato che i destinatari provavano una gioia maggiore rispetto alle aspettative di chi aveva fatto il gesto. In pratica, anche un semplice “Mi piace la tua maglietta” può cambiare la giornata a qualcuno.

Le paure che ci frenano

Se i complimenti hanno effetti così positivi, perché li facciamo così poco? Lo stesso studio ha cercato di rispondere alla domanda. Molte persone temono che il proprio commento possa sembrare fuori luogo o imbarazzante. Chi si prepara a fare un complimento tende a immaginare che il destinatario si sentirà a disagio, un timore che spesso blocca sul nascere la spontaneità.

In realtà, gli osservatori esterni hanno notato che i complimenti venivano accolti quasi sempre con gratitudine e sorpresa positiva.

Un doppio beneficio

I complimenti non fanno bene solo a chi li riceve. Anche chi li rivolge sperimenta un miglioramento dell’umore e una sensazione di soddisfazione personale.

Questo meccanismo favorisce un circolo virtuoso: più si fanno complimenti, più si ha voglia di continuare a farne. È una dinamica che conferma quanto già sappiamo dall’esperienza comune: quando rendiamo felice qualcun altro, ci sentiamo meglio anche noi.

Un’abitudine da coltivare

Non servono tanti discorsi né tantomeno “costruire” dediche elaborate. Basta davvero pochissimo: è sufficiente una parola gentile su un dettaglio, come il look di un collega, l’impegno di un amico o il sorriso di uno sconosciuto. “Funzionano” anche i complimenti semplici o un po’ impacciati, perché la sincerità conta più della forma. In un’epoca segnata da separazioni digitali e rapporti spesso frettolosi, i gesti di gentilezza diventano ancora più preziosi.

Come ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un complimento può davvero rallegrare non solo la giornata di chi lo riceve, ma anche di chi lo fa. 

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