L’AI è sempre più rilevante, tutti ne comprendono i vantaggi. Ma le aziende non investono abbastanza. Perché?
Secondo una ricerca condotta da ASUS Business su oltre 300 decisori aziendali italiani, chi utilizza l’AI, anche solo a livello superficiale, ne percepisce i vantaggi. Il 74% degli intervistati è infatti d’accordo sui benefici, concreti, potenziali o futuri derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie.
Ma allo stesso tempo meno del 28% ha già investito nell’AI, principalmente nei servizi legati alla cybersecurity, in quelli generativi o di gestione della logistica. Il 46% invece sta investendo in maniera debole, e non pensa di continuare a farlo nei prossimi anni.
Mancano personale formato e budget
Il 77% di intervistati esprime inoltre la necessità di una maggiore formazione, mentre fra chi già utilizza l’AI, il 35% non ha le competenze adeguate.
Nel caso di inserimento di figure specializzate, per il 35% degli intervistati la propria azienda avrebbe difficoltà a trovarle. La formazione però non è l’unica barriera, soprattutto per le Pmi, che registrano un numero ancora più basso di azioni concrete in questo campo.
Altri limiti riconosciuti a livello aziendale riguardano la mancanza di finanziamenti/risorse economiche (52%), e la poca conoscenza a livello manageriale e dei fornitori su questo tema (51%).
In pratica, l’interesse è alto, ma il budget e i piani di investimento non sono diretti in questo ambito.
… ma prevale l’ottimismo
A oggi, solo il 39% dei dipendenti italiani si definisce reale conoscitore degli strumenti di AI, ovvero, li usa abitualmente e ne studia le funzionalità. E solo circa un’azienda su 5 ne fa un uso discreto.
In ogni caso, il 59% dei dipendenti è ottimista e pensa che l’AI porterà grandi benefici in diversi ambiti, Inoltre, il 73% pensa che diventerà entro i prossimi 10 anni (il 62% prevede questo impatto già nei prossimi 2-3 anni).
A livello aziendale, si aspettano benefici soprattutto nel campo dell’innovazione, intesa come capacità di immettere sul mercato nuovi prodotti, seguita dall’efficienza e semplificazione dei processi. Due elementi che per il 63% degli intervistati porteranno a un miglioramento della reputazione dell’azienda presso la clientela.
Solo il 7% dei dipendenti dispone di strumenti tecnologici adeguati
A livello più operativo e personale, poi, il 56% è convinto che un’adozione di questi strumenti possa realmente portare un impatto positivo sui processi aziendali, i servizi offerti e le posizioni di lavoro. In particolare, i lavoratori si aspettano maggiore efficienza e semplificazione dei processi a loro attribuiti.
Appare poi evidente un limite importante a livello più operativo. A oggi solo il 7% dei dipendenti dichiara di avere i dispositivi tecnologici necessari a gestire operazioni con l’AI senza quindi doversi affidare a soluzioni esterne, spesso non approvate dall’azienda o che richiedono la condivisione di dati personali.
Una criticità che secondo il 71% dei dipendenti dovrebbe essere risolta con una maggiore dotazione per agevolare il lavoro, e favorire la sicurezza degli utenti.



