{"id":240,"date":"2022-09-16T14:12:12","date_gmt":"2022-09-16T12:12:12","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrinoerenata.com\/?p=240"},"modified":"2022-09-16T14:12:12","modified_gmt":"2022-09-16T12:12:12","slug":"la-spending-review-degli-italiani-non-tocca-il-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietrinoerenata.com\/?p=240","title":{"rendered":"La Spending review degli italiani non tocca il cibo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante l\u2019aumento dei prezzi 24 milioni e mezzo di italiani non sono disposti a scendere a compromessi nelle scelte alimentari: nei prossimi mesi prevedono di diminuire la quantit\u00e0, ma non la qualit\u00e0 del loro cibo. La tempesta perfetta non poteva risparmiare la filiera del cibo, anzi, ha trovato proprio nelle catene di approvvigionamento globali uno dei suoi principali epicentri. Oggi il mercato italiano sembra manifestare una dinamica inflattiva dei prodotti alimentari lavorati prossima alla doppia cifra (+10%), ma ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi europei: +13,7% in Germania o +13,5% in Spagna. \u00c8 quanto emerge dal Rapporto Coop 2022.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nonostante la spinta dei prezzi i volumi di vendita \u201ctengono\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la spinta dei prezzi i volumi di vendita hanno tenuto (+7,8% primo semestre 2022 vs 2019), complice la calda e lunga estate, il ritorno del turismo straniero e la capacit\u00e0 della distribuzione di imporsi sugli altri canali di vendita specializzati.&nbsp; Il mercato italiano \u00e8 al momento l\u2019unico a mantenere un trend positivo dei volumi (+ 0,5% contro -5,4% Regno Unito, -3,7% Germania, -2,3% Francia e -1,3% Spagna). Questa differenza nel ritardo all\u2019incremento dei prezzi sembra presagire un\u2019inversione di tendenza imminente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il carrello \u00e8 un fortino da proteggere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a questo scenario non favorevole, la spending review degli italiani per la prima volta da decenni non tocca il cibo.\u00a0<br>Ritorna anche il cooking time sperimentato durante il lockdown: si passa pi\u00f9 tempo nella preparazione dei pasti e ci si impegna a sperimentare nuovi piatti. Ma forse la maggiore evidenza del nuovo valore assegnato al cibo dagli italiani \u00e8 il sorprendente mancato ricorso a un netto downgrading degli acquisti, solo -0,1%. Effetto mix negativo nel primo semestre come prima risposta alle difficolt\u00e0 nelle precedenti crisi economiche. Probabilmente, con il peggiorare della situazione gli italiani vi faranno nuovamente ricorso, ma attualmente il carrello non \u00e8 pi\u00f9 la miniera da cui attingere per finanziare altri consumi, bens\u00ec un fortino da proteggere. Forse \u00e8 questa una delle principali eredit\u00e0 del post pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Meno cibi etnici, pronti, e bio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al tempo stesso il cibo a cui non si intende rinunciare pare essere soprattutto quello pi\u00f9 sobrio e base. L\u2019italianit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 sono gli elementi imprescindibili. Cos\u00ec compaiono meno sulle tavole i cibi etnici, le varie tipologie di senza (senza glutine, eccetera), i cibi pronti, e anche il bio pare subire una battuta d\u2019arresto. La quota di italiani che autodefiniscono la propria identit\u00e0 alimentare improntata al biologico decresce di 7 punti percentuali, dal 18% del 2021 all\u201911% attuale. Le stesse marche leader sembrano sacrificabili: rispetto al 2019 hanno registrato una contrazione della quota di mercato, passando dal 14,9% al 13,1% nel 2022 (-1,8%), mentre la MDD continua la sua avanzata, con una quota di mercato che nel 2022 sfiora il 30% (+2,0 rispetto al 2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante l\u2019aumento dei prezzi 24 milioni e mezzo di italiani non sono disposti a scendere a compromessi nelle scelte alimentari: nei prossimi mesi prevedono di diminuire la quantit\u00e0, ma non la qualit\u00e0 del loro cibo. 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